Rewind

Qui lo dico e qui lo nego: Fin da bambina, ho sempre desiderato di poter tornare un minuto indietro per poter fare qualcosa che desideravo, ma che non dovevo o non potevo e poi tornare indietro e non farlo. Ma almeno vivere con la gioia di essermi tolta qualche soddisfazione anche se in una realtà solo parallela.

Cose semplici come urlare alla professoressa che la odiavo, dichiararmi con il ragazzino che mi piaceva…In questo caso sarei tornata indietro solo in caso di due di picche perché  negli anni, avevo perfezionato ogni dettaglio.

Crescendo ho continuato a desiderarlo, perché dite la verità, voi non avreste voglia di poter sputare in faccia a qualcuno che vi sta sulle palle? Che vi ha detto qualcosa che vi ha fatto incazzare? E poi riavvolgere il nastro con il tasto Rewind e rispondere con un bel sorriso di circostanza?

Tipo quando ti dicono “Sei un po’ ingrassatina vero? Stai bene…!”

Oppure: “Andate bene le pagelle?” E tuo figlio è bocciato.

O chi usa “Piuttosto che” come “oltre che” quando porca troia significa “anziché”!

Pacchetto completo “sputo + scappellotto” per chi ti svela il colpo di scena del finale di stagione della tua serie preferita, che hai registrato e non vedi l’ora di vedere, o chi ha vinto Masterchef.

Insomma utile no? Secondo me sarebbe la soluzione per eliminare tanta aggressività inutile che finirebbe in un cestino virtuale dei “vaffanculo non detti veramente”.

Ad oggi però, ancora nulla. Mai trovato nemmeno su Amazon.

Quindi, se lo scovate da qualche parte, fatemi un fischio.

Renderemo il mondo un posto migliore!

 

 

 

Mammantibiotic e Mammanatural

Qui lo dico e qui lo nego: Nella prima stesura della saga di “Harry Potter”, la Rowling aveva chiamato il Cattivo dei Cattivi, Lord Antibiotic.

Poi per paura di casini con i vertici della Medicina Tradizionale, aveva ripiegato sull’immaginario Lord Voldemort.

Anche il Protagonista ha attraversato varie modifiche: le più gettonate erano “Infuso di Cipolle” e “Impacco di Argilla“. Le vicissitudini per cui poi si sia chiamato semplicemente Harry Potter sono avvolte dal mistero.

La lotta tra il Male (Medicina Tradizionale) ed il Bene (Medicina Naturale),la ritroviamo anche nella vita di tutti i giorni.

Le battaglie più aspre si attuano quando una mamma che cura il proprio bambino con antibiotici, cortisone e altro, ne incontra una che utilizza solo rimedi naturali.

Ovvero Mammantibiotic e Mammanatural.

Ecco una conversazione tipo:

Mammantibiotic: ” Sai sono stata dal pediatra e mi ha detto di fare 5 giorni di antibiotico…”

Mammanatural: “Shhhhhhhhhh! Non pronunciare quel nome!!!! L’hai raccontato a qualcuno quello che ti ha detto il pediatra? Non dirmi che hai già comprato quel veleno!!!! Dimmi di no…ti prego, dimmelo! Sennò disfatene immediatamente!!!!”

Mammantibiotic:” Ma…ma…che dici? Me l’ha detto il pediatra mica un tizio qualunque…”

Mammanatural: “Ma lascia perdere! Quelli te lo vogliono avvelenare! Dimmi un po’…Che sintomi ha tuo figlio?”

Mammantibiotic: “Sono 4 giorni che ha la febbre alta e la tosse forte..”

Mammanatural: “Per la febbre alta non c’è niente di meglio dell’impacco all’argilla! E per la tosse forte fagli un bell’infuso alla cipolla!!!!”

Come andrà a finire?

Cosa risponderà Mammantibiotic?

– SUSPANCE-

Intanto che pensate a cosa secondo voi ha risposto, vi dico cosa avrei tanto voglia di rispondere io:

<<Dolce amore tesoro caro,

se cipolle, argilla e quant’altro, fanno stare meglio tuo figlio, sono contenta per lui. Ma non osare più dirmi che un medico specialista in bambini mi prescrive una cura per avvelenare mio figlio e soprattutto sottintendere che io sia una pazza irresponsabile che gliela somministro.

Perché la prossima volta, visto che ti piace tanto giocare alla “contadina”, prenderò un bel  po’ del concime più naturale che ci sia e ti ci pianterò dentro.

Vuoi mai che spunti qualche forma di rispetto verso il prossimo.>>

Le “sparagiudizistronzi”

Qui lo dico e qui lo nego: Ho risposto mille volte “Sì certo” a chi mi dava giudizi sui figli, ma almeno 999 avrei voluto rispondere “fanculo lo so io come cazzo comportarmi, fatti gli affaracci tuoiiiiiiiiiiii!”

Come già scritto in precedenza, non credo che tutti siano dei bravi dei genitori, la maggior parte di quelli che non lo sono, sono genitori frustrati che non desideravano/si aspettavano quello che comporta una famiglia. Ma oggi non voglio parlare di loro.

Voglio parlare di quelle mamme e quei papà che cercano con tutti loro stessi di fare del bene al proprio bambino e che se sbagliano, sbagliano per inesperienza, insicurezza e la maggior parte delle volte perché mettono in pratica i consigli senza condividerli.

E non i consigli di pediatri, ostetriche o altri professionisti del settore.

No. I consigli delle “sparagiudizistronzi“.

Ho detto <delle> perchè al 99,999999999% sono donne e la loro caratteristica è di appartenere ad una specifica categoria di mamme, portata all’estremo, con convinzioni che vogliono diffondere con così tanta determinazione che in confronto i Testimoni di Geova sono degli svogliati fancazzisti.

Magari sono mimetizzate in mamme tranquille, insospettabili..

Sei lì che parli del più e del meno, ma poi tocchi un argomento “hot” e allora scatta il sopracciglio alzato, l’occhio da aquila che ha puntato una preda, il sorriso malefico e inesorabile, il giudiziostronzo.

Gli argomenti scottanti sono sostanzialmente quattro: Allattamento, Sonno, Giocattoli e Cibo. E le sparagiudizi appartengono ai due estremi opposti di comportamento.

Quindi ci sono:

  • Quelle che non allattano manco se pagate e quelle che allattano ogni ora per almeno tre anni;
  • Quelle che i bambini dormono nella loro culla, nella loro stanza, senza essere ninnati, al buio e quelle che co sleeping per forza e pure col con cane e il gatto ;
  • Quelle che hanno giocattoli solo di legno, naturali, meglio se fatti a mano, che hanno sopra al letto il poster di Maria Montessori e quelle che se non è tecnologico non va bene, deve suonare, avere musiche pop e luci sgargianti e soprattutto meglio se é all’ultima moda.
  • Quelle che svezzano in modo tradizionale con farine, brodini, pappine, e quelle che a sei mesi mettono in mano un pezzo aragosta e ciao.

(Precisazione: non è che appartenere ad una di queste categorie sia criticabile di per sé, lo diventa se mi vuoi convincere che come mi comporto io sia così sbagliato da essere quasi perseguibile per legge!)

Se dici “sai io ho allattato fino allo svezzamento”….Pazza!!!!!! Al rogo!!!!!!! Per una  sei una sadica antiquata che deve essere edotta sulle proprietà dei latti artificiali, per l’altra sei una madre fredda e crudele che priva il proprio piccino del nettare degli Dei.

Se tu provi a dire che a volte ti fa piacere dormire tutti insieme nel lettone, guaiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!! Perché li vizi irrimediabilmente oppure,    una volta ogni tanto non basta a rimarginare le ferite procurate dal dormire soli ed abbandonati.

Per fortuna, le sparagiudizistronzi su giocattoli e cibo non le incontri di frequente perché frequentano luoghi totalmente diversi dalla povera gente comune alla quale appartieni, ma purtroppo le incontri in situazioni di convivenza forzata quali compleanni, uscita della scuola, cene di famiglia…ed allora è molto, molto peggio.

Di certo c’è che comunque, ovunque tu le trovi, mentre le ascolti,ti senti improvvisamente pervasa da una rabbia così forte che o sferri loro un pugno in faccia, o taci.

E alla fine taci sempre. E incassi il colpo.

Apro parentesi: Ci avete mai fatto caso che le mamme “via di mezzo” non rompono i coglioni a nessuno? Chiudo parentesi.

In ogni caso…

Care giudicone che siete brave e belle solo voi (belle poi…con quella ghigna!), è giunto il momento che qualcuno vi sveli la verità: lo sapete che l’adattamento alle situazioni diverse è la maggior forma di intelligenza?! E che i bisogni dei bambini seguono percorsi strani e tortuosi e non possono essere incasellati in una categoria?

E ci sono SEMPRE situazioni diverse.

Non ci si può comportare sempre allo stesso modo. Bisogna cambiare con loro.

Ci siete rimaste di merda eh?! Meditate care, meditate.

E se quando parlate con qualcuno, vi dicono sempre “sì certo”, state pur certe che dietro a volte, c’è un vaffanculo. E bello grosso.

 

 

 

 

 

 

 

 

ppure

Le altre fan successo

Qui lo dico e qui lo nego: a volte sputerei in faccia a chi ho davanti.

Per esempio quando incontro ex compagne di studi che “hanno sfondato” e che impersonificano l’equazione ho studiato= ho un buon lavoro.

Tu invece fai la mamma. Non lavori. E se in una giornata sei riuscita a fare dei biscotti o a giocare con le tempere a dita, ti senti Wonder Woman.

Se ti sei scelta di fare la mamma a tempo pieno, sei solo imbranata – ma felice – e già arrivare a sera con i figli incolumi è da pacca sulla spalla.

Ma se invece non te lo sei scelto proprio un cazzo di fare la mamma a tempo pieno, sei leggermente suscettibile. Ma poco eh!

E quando magari ti sei svegliata pimpante (con bambini al di sotto dei 5 anni, succede di solito massimo una volta ogni 3 mesi) e ti ripeti come un mantra che è solo una fase, che poi troverai anche tu qualcosa e che dopo tutto hai due perle di figli che “mica potevo partorire a sessant’anni!”, eccola che spunta. Lei. La ex compagna in carriera.

Avete presente quando cercate un prodotto su Google e poi su Facebook trovate gli annunci pubblicitari proprio di quel prodotto? Ecco. Così. Casuali un cazzo. Queste son sicura hanno una mappa digitale per vedere dove e quando passano le mamme 24/24h.

E quando ti incontrano ormai è fatta. Non puoi più scappare.

“Ma ciaooooooooooooo! Quanto tempoooooo! Anche te hai detto alla segretaria di non passarti nessuno perché stasera sei in riunione fino alle 20 ed avevi bisogno di staccare? Guarda perché non so te, ma cavolo, a fine mese son tanti soldi eh, ma diamine non me lo ricordo più com’era stare in casa magari un pomeriggio…guarda mi dicessero stira per un pomeriggio intero farei i salti di gioia!!!! No perché poi parlavo con Gloria sai, la collega di Giuditta…Lei guarda ha un successo, ha aperto uno studio tutto suo, ha tipo 10 dipendenti…ma insomma mi accontento, sono stanca eh, ma almeno guarda mica devo fare le bave al nuovo modello di Iphone  o se mi piace una borsa di Vuitton me la compro e ciao, mica aspetto i saldi! Ma te ma te, dimmi…come ti va?”

E tu vorresti dire le seguenti parole: “Io ho detto a mia madre che se non mi guardava cinque minuti i bambini, cominciavo a piangere ed a battere i pugni in terra tipo Giorgie visto che sono quasi 25 giorni che non esco perché ho i bambini malati e <<sono in riunione>>  anche se devo andare in bagno o fare una doccia. E senti…te lo offro io un pomeriggio di stiro, anche due! In effetti mi ci sballo dal divertimento…E guarda di cellulare ho un Samsung di non so quanti anni, col vetro scheggiato, ma sai che funziona???? Incredibile o!!! Ah e guarda pure che sono senza borsa, ho la bellissima sacca  del Pompiere Sam con i generi di sopravvivenza  per bambini (pannoloni, fazzoletti, acqua, salviette e un sacchettino di crackers ormai sbriciolati). Roba che Enzo Miccio nemmeno gli prende un infarto, si sbriciola direttamente come i crackers che ho dietro. Comunque te la sei persa la mia borsa…ha un sacco di tasche e non sarà costosa e figa, ma torna proprio bene. E che fortuna che oggigiorno i saldi ci siano spessissimo visto che compro solo con quelli…a proposito grazie di non sfruttarli, abbiamo più o meno la stessa taglia!”

E invece che dici?? “Sì sì tutto bene, sai in questo momento faccio solo la mamma

E oltre a far comparire in lei un’espressione tra -ho visto un tenero cucciolo- e -ho visto un tenero cucciolo abbandonato- tu ti senti una merda. Ti vorresti scavare la fossa, ti vergogni, ti odi.  Nascondi in tasca il tuo cellulare, dietro la schiena la borsina e sotto la frangia i tuoi occhi struccati.

E allora ascoltate,

Sì voi, mamme frustrate (le riccone non hanno tempo di leggermi no???!):

Tornate indietro e rileggete la frase in grassetto.

C’è un errore e bello grosso.

Fate SOLO le mamme. Io direi TOTALMENTE.

Scommetto che in quel Samsung scheggiato ci sono foto bellissime.

Che in quella sacca c’è  un disegno spiegazzato con scritto “Mama ti voiglo bene“.

E che vi comprate le cose ai saldi perché spendete tutto per loro.

Un lavoro si può sempre trovare, i vostri figli avranno 0,1,2,3,4,5,6…..anni una volta sola.

Quindi la prossima volta che incontrate una vostra collega che è diventata una manager di successo, imparate questa risposta da dire con sguardo fiero e schiena dritta:

“Tutto bene anche io grazie, sono manager della mia famiglia!” Tié!!

Le chat-vigilesse

Qui lo dico e qui lo nego: c’è gente che ha seri problemi con Whatsapp.

Fin qui credo sarete tutti d’accordo. Ognuno di noi ha qualcuno che non capisce le battute seppure la frase è seguita da dieci faccine che ridono;

O chi cerca di trovare sfumature aggressive in un cuoricino.

Ma oggi vorrei soffermarmi sulle chat di classe. Quelle che nascono ovviamente per scambiarsi informazioni scolastiche utili.

Ora. Secondo me è umano che dopo qualche mese, ci scappi una battuta, un commento su un film, una foto.

E allora l’apocalisse.

Il telefono lancia un urlo di terrore e dopo pochi secondi ecco la notifica della chat-vigilessa.

Ovvero la rompi coglioni con scarse abilità di lettura.

Esiste in ogni classe, anzi in alcune se ne trovano anche 3 o 4 e il loro compito è quello di evidenziare con sdegno ogni comunicazione che si discosta da cose di fondamentale importanza scolastica: scioperi, pidocchi, recite, pidocchi, scarlattina, virus micidiali e pidocchi.

Il motivo? Loro lavorano!!!!!! E non riescono a seguire tutto e così povere anime, finiscono per perdersi le notizie importanti.

Minuto di silenzio.

Finito il minuto.

STICAZZIIIIII!

Care ragazze mie, mi sa che alle elementari quando hanno spiegato come leggere scorrendo velocemente il testo e soffermandosi solo sulle parole chiave, voi eravate assenti. Cioè se non siete in una chat di auto-aiuto per logorroiche, con tutta probabilità vi troverete una trentina di messaggi arretrati, esagero guardate, 50! Quanto cazzo mai di tempo ci metterete a leggere??????????!!!!!!!!

Ah già, voi siete così impegnate che quei tre minuti e trentaquattro secondi che vi avanzano volete usarli al meglio. Tipo leggendo poesie in aramaico antico. Preparandovi un frullato depurante alla rugiada. O guardare un frammento di documentario sulle formiche rosse.

Ok . Ne avete diritto. Ma possibile che delle stacanoviste come voi non siano in grado di ottimizzare i tempi facendo due o più cose insieme? Non so voi, ma io quando leggo il telefono faccio altre 34567 cose, tra cui la più gettonata è la pipì.

E vi assicuro che riesco a tenermi in pari solo nel tempo di una pipì.

(E non soffro di cistite cronica).

Allora care chat-vigilesse, invece che sminuzzarci i coglioni che non abbiamo meglio del tritatutto, visto che il frullato depurante 9 volte su 10 è pure drenante e quindi diuretico, portatevi il cellulare in bagno e leggete sti cazzo di arretrati.

Che se poi è giorno di cacca, siete a cavallo.

 

La violenza è violenza

Qui lo dico e qui lo nego : a me sta storia della lotta al femminicidio, del dire basta alla violenza verso le donne e al fatto che proprio le donne spesso attaccano le donne- la trovo una stronzata immane.

Lo so che è un tema forte, ma strabuzzo gli occhi per come vi stiate facendo tutti prendere per il culo.

La violenza è violenza.

Maschi o femmine che siano.

Se uccidi una donna è omicidio;

Se picchi una donna è violenza;

Se chi offende è donna, è lo stesso.

E mi fa cacare quando poi l’attore o il presentatore di turno si scusano a nome di tutti gli uomini che sono violenti.

Perché la violenza non ha sesso, la violenza è degli idioti.

 

 

Mio figlio non si ammala mai (!!!???)

Qui lo dico e qui lo nego: Ci sono mamme che appiccicherei al muro così, senza passare dal via. Quelle che mandano a scuola i figli malati negando che lo siano.

Ai miei tempi, c’era l’influenza. Quella brutta che ti troncava le gambe per 15 giorni;

Poi c’erano la varicella, gli orecchioni, la rosolia.

Il raffreddore, il mal di gola e qualche virus intestinale.

E se avevi una di queste cose stavi a casa.

Oggi no.  “tanto ce li mandano tutti perché ci devo rimettere io!”

E non parlo delle mamme che veramente se non vanno a lavoro sono nella merda e non hanno nemmeno un’anima pia che possa badare al bambino.

No, parlo di quelle che possono, ma non vogliono. Perché fa fatica. Perché un figlio malato notoriamente è più noioso e vuoi mettere portarlo 8-16 a scuola e fare cosa minchia ti pare?

E allora ne senti di bellissime:

-“Noooo ha vomitato come l’esorcista ma perchè non aveva digerito la cena”

-(Mentre il bambino sta sputando un polmone) “Gli sarà andata di traverso la saliva non ha mai tossito a casa!” -Tipica bronchite fulminante casasilo-

-“Nooo non è un herpes contagioso eh!” (colcazzo!)

Entri nell’atrio della scuola e dovresti indossare i tutoni gialli alla “virus letale”facendo slalom tra batteri più o meno micidiali.

E tuo figlio poi chissà perché si ammala sempre.

E tu, mamma che lo lasci a casa, sei una fava. La fai troppo lunga. Devi giustificarti.

Ma vaffanculo.

Invidiosi seriali

Qui lo dico e qui lo nego: cari invidiosi fate schifo.

Chiunque di noi è invidioso a volte. E’ umano. Ma poi ci sono gli invidiosi seriali. Quelli che non parlano mai di se stessi, ma sempre di come sia stronzo o bastardo qualcun altro perché ha qualcosa che loro non hanno.

Ma a che serve poi? Quello che invidiamo, ad invidiarlo, non si trasferisce magicamente a noi. E vale per tutto: per le cose materiali e per quelle più astratte.

Se una ragazza è una bonazza da paura, anche a concentrarsi forte forte forte, non ci aumenteranno le tette e non diminuirà il culo…tutt’al più ci ingrosserà un po’ il fegato.

E se un vostro amico si è fidanzato con la bonazza sopracitata, ad odiarlo, non la terrà per sé i giorni pari e per voi quelli dispari.

E pure quella borsa “da sbavo” che si è comprata quella troietta, non arriverà sulla tua spalla.

Se una ha il figlio educato, non è che torni a casa e trovi il tuo che invece che “mamma non mi rompere le palle” ti dice “dimmi mammina cara, cosa desideri?”

Ah…e poi, lasciate perdere la stronzata che se uno posta foto felici su Facebook non è felice perché chi è felice veramente vive i momenti e non li fotografa. Perché si vede lontano un miglio che è invidia.

Orbene, direbbero i più forbiti, respirate. Imparate ad essere felici per gli altri che di cose brutte al mondo ce ne sono anche troppe e dell’invidia si potrebbe proprio fare a meno.

E questo era il pensiero saggio e stilistico. Letto? ok, lasciate perdere.

Muovete il culo! Veloceeee! Direbbe Carlo Cracco

Non siete fighe/fighi? Non avete un partner? Avete tutte borse prese a 10€ al mercato del quartiere? Avete un figlio troglodita e il vostro album Facebook lo fate con le foto preinstallate di Windows?

Rimboccatevi le maniche e fate qualcosa per cambiare la vostra situazione e non per sparlare dietro agli altri.

E iniziate sfoggiando un bel sorriso su roseo viso, che il verde invidia non fa figo, fa Shrek.

 

Allattatrici esibizioniste

Qui lo dico e qui lo nego: articoli sull’allattamento vi odio.

Allora perché scriverne uno io? Per toccare un tema sottovalutato: quello delle allattatrici esibizioniste.
Secondo me, al di là degli articoli a stampo medico ed informativo, c’è un macello di persone che si mette a giudicare chi fa in un modo e chi fa in un altro e sinceramente non me ne frega una beneamata mazza. Per conto mio l’allattamento è una cosa che riguarda mamma e bimbo, stop.

Per questo motivo, sputerei in un occhio agli sconosciuti che guardano nella carrozzina e chiedono “Lo allatti te?”;

Ai parenti che sanno tutto loro;

Alle amiche giudicone e pure a quelle che lo regalerebbero a tutti, perché il latte di mamma è sacro e va bene sia per guarire le ustioni, levare i brufoli e perché no, pure per pulire gli argenti di nonna.

Mamma e bimbo dicevamo; e allora la cosa che mi dà più fastidio in assoluto, sono le mamme che sventolano le loro puppe a destra e a sinistra inneggiando al diritto di allattare e alla natura.

Ora. Non ho 12 anni. Non pigliatemi per il culo.

Perchè se state sulla riva del mare, il 15 di agosto con figlio unenne che vi scosta il bikini e ciuccia, poi va a giocare con secchielli e paletta e voi continuate, mezze ignude, a chiacchierare con lui, lei, loro – no, non è natura, siete esibizioniste.

E se poi magari frequentate delle ludoteche per mamme, papà e figli e sdraiate sul pavimento in mezzo alla stanza, con tetta procace al vento, lasciate il vostro pupo gattonare tra voi e ottomila altri giochi -no, non è  natura, siete esibizioniste.

Che poi magari, trovate una mammina con una prima scarsa che vi lancia un’occhiata malefica visto che suo marito,si trova per caso di fronte a voi, non è contro all’allattamento a richiesta- è contro alle mostratette.

Perché lo ripeto: puppa o biberon, il momento del latte non è una cena in pizzeria che poi si divide alla romana;

è un momento intimo tra mamma e figlio.

Quindi se avete tanta voglia di scoprire le puppe a qualcuno, vi ricordo, che quel vostro piccino, se la scienza non mi inganna, ha un padre.

Le “Tradi-giustificazioni”

Qui lo dico e qui lo nego:

Care ragazze per favore non perdonate chi vi ha tradite, non tornateci insieme. Perché finché ci saranno donne che si faranno fregare, ci saranno uomini che vi prenderanno per il culo.

Cercare di cambiare un traditore è impossibile. Inutile spendere parole. Volevo fare un articolo che parlasse di come sono bastardi gli uomini che mettono le corna, ma non ci riuscivo, scrivevo e cancellavo e poi ho capito che era solo una perdita di tempo: non hanno il gene del rispetto e quindi non meritano nemmeno qualche riga in un blog.

Quindi mi son detta, oggi, scrivo da “pulce nell’orecchio”, spiattelliamo nero su bianco le giustificazioni più inflazionate, magari qualche ragazza considera il mio ragionamento, fa due più due e si leva di torno un traditore seriale.

Quindi ecco qua alcune  delle “più belle” tradi-giustificazioni: 

  1. “Sono un uomo con degli istinti, non lo faccio apposta.” No assolutamente, perché lo sappiamo bene che contattare una tipa, fissare un appuntamento e strombazzarci tutta la notte è qualcosa di istintivo come togliere la mano che brucia dalla fiamma, ovvio.
  2. “Stiamo attraversando una crisi, ho bisogno di riflettere.” Poveri patatini!!!! Perché voi come riflettete scusate? saranno liberi di riflettere facendo movimenti ritmici del loro membro all’interno del corpo femminile???
  3. “E’ stato una volta sola, non conta nulla.” No no, nulla. Provate a rigargli tutta la carrozzeria della macchina nuova… una volta sola però mi raccomando!!!!
  4. “Ma io ti amo!” Ragazze sveglia!!!!!!! Se una persona vi ama non vi tradisce. Perché se vi ama vuole il meglio per voi e non credo che sapere che scopazza con un’altra vi rallegri una giornata noiosa.

Vi si sono tolte le fette di prosciutto dagli occhi? No?

Ah no già perché lui non è come gli altri, lui si è pentito.

Scusate, ma su questo punto divento proprio bigotta e irremovibile: non c’è perdono al tradimento per me. Per me come compagna intendo. Magari un giorno, potrò anche perdonarti come persona, ma non potrò mai più stare insieme a te.

Per me il tradimento è come un assassinio, come uccidere l’amore.

E quando qualcosa muore, poi non c’è più.